Il contagio della Carità

Siamo tutti sulla stessa barca”, ci ha ricordato Papa Francesco durante il momento di preghiera del 27 marzo. A 5 mesi dall’inizio dell’emergenza vogliamo riassumere quelle che sono state le conseguenze di questa pandemia, in un periodo di distensione, diverso dal solito.

L’esperienza della fragilità, della paura, della malattia ha condizionato le nostre vite e le nostre scelte di questi ultimi mesi: abbiamo sospeso tutto, ma ci siamo contagiati di carità e di solidarietà.

È un dato accertato che il dramma della pandemia ha aumentato le disuguaglianze ma, se invece il dramma ci avesse donato la grazia di aver avuto in dono un cuore attento al fratello bisognoso? Allora c’è stato il cambiamento? Potremo raccogliere i frutti di questo contagio della carità? O rischiamo di dimenticare questo periodo come se nulla fosse accaduto?

Da un’indagine avviata dall’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas diocesana di Castellaneta sul volontariato si evince come nei mesi scorsi necessariamente è dovuto cambiare l’aspetto operativo dei volontari, sul desiderio di ritornare ad incontrare gli sguardi dei fratelli bisognosi. Allo stesso tempo c’è stato un aumento di aiuti e di persone che si sono fatte contagiare dalla carità, a fronte dei bisogni che si sono quadruplicati, mantenendo la bellezza del donare silenzioso.

Insieme ai volontari, gli operatori di Casa della Misericordia hanno messo in atto un’organizzazione che, in obbedienza al nostro tempo, non nasce a tavolino, ma dall’urgenza di dare una risposta concreta alle persone fragili, quelle che già sono in difficoltà e quelle vittime delle conseguenze del coronavirus sul piano economico e sociale. I poveri non ci chiedono un dono materiale e individuale ma spirituale e collettivo, uno stile comunitario. A tal proposito sono iniziate le visite domiciliari a tutti gli assistiti in questo periodo, per portare calore umano, amore e speranza.

La Caritas Diocesana e Casa della Misericordia sposano la campagna lanciata da Caritas Italiana e FOCSIV “Dacci il nostro pane quotidiano”; un’occasione di impegno e mobilitazione per tutti, in primo luogo per sensibilizzare le comunità cristiane e tutta l’opinione pubblica per preparare insieme il domani di tutti, senza scartare nessuno, riflettendo e impegnandosi sui temi della fame, della povertà, del lavoro, dell’educazione e delle disuguaglianze.

Sia questo un brevissimo periodo di riflessione per ripartire consapevoli di un profondo cambiamento che è necessario mettere in atto.

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