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Casa della Misericordia

Perché è nata Casa della Misericordia

Educare alla carità e alla vita buona del Vangelo. Fare Comunità comprendendo che non bastano solo azioni sporadiche, ma che la carità deve essere lo stile di vita del nostro cammino, che tutti siamo investiti di questa responsabilità. Aumentare l’attenzione della nostra comunità diocesana ai bisogni reali della gente, ai problemi umani, alle sofferenze fisiche e morali, alle varie espressioni di povertà e di emarginazione, intensificando i legami di solidarietà e sviluppando la promozione umana a livello di singoli, di famiglie, di gruppi e di comunità, questo è l’obiettivo da raggiungere. L’azione pastorale della Diocesi di Castellaneta, da sempre, spazia in tutti gli ambiti statutari; tuttavia, gli interventi della Caritas, a partire da questo anno pastorale, intendono privilegiare, in particolare, le dimensioni dell’ascolto, dell’accoglienza e dell’orientamento, per tutte quelle persone che si trovano in difficoltà e con un forte disagio sociale, che conducono, per diversi motivi, una vita al limite della sofferenza, del disagio esistenziale, della separatezza. Si tratta di persone che, per vari motivi, sono sole, abbandonate, emarginate ma soprattutto “disorientate”.  Onde evitare che le singole realtà (Centri di Ascolto, Parrocchie, Associazioni di ispirazione cattolica) pensino di poter “bastare a se stesse”, e per fronteggiare il sempre crescente problema legato al soddisfacimento dei bisogni primari alimentari e di igiene personale oltre che abitativi, è nata “Casa della Misericordia”, finanziata nella ristrutturazione prima, e nel funzionamento poi, con fondi 8x1000 della CEI e Diocesani. L’opera segno, che mette al centro l’opera instancabile dei volontari, si sviluppa su un triplice binario: Osservatorio delle povertà e risorse, Mensa, Accoglienza; supportati da un intenso coordinamento che fa da rete di intervento, di coordinamento e di studio in cui gli attori sono la Diocesi, le parrocchie, le associazioni di volontariato, le Confraternite e i Servizi Sociali.

Dopo un anno di pieno servizio, Casa della Misericordia, sta diventando sempre più un punto di riferimento nel territorio diocesano. Gli ospiti che attualmente si recano tutti i giorni per condividere un pasto caldo sono più di venti, tutti di Castellaneta, per lo più Over 55 e qualche giovane. I volontari, che si occupano di accogliere e di garantire la serenità in un clima familiare, caratteristica di Casa della Misericordia, sono oltre 40 e provengono anche dai Paesi limitrofi; in media operano circa 4 volontari al giorno insieme ai ragazzi del servizio civile e ai cuochi. La gestione è affidata alla Fondazione “Il Samaritano Castellaneta - Onlus” che ha previsto anche un servizio di trasporto per coloro che hanno difficoltà a raggiungere la struttura. Tante sono anche le donazioni che ogni giorno arrivano da attività commerciali, associazioni, confraternite, singoli donatori e scuole. Molti gruppi parrocchiali e non (gruppi oratoriali, Confraternite, Scout e AVULSS in primis), hanno organizzato diverse giornate di animazione e condivisione del pranzo con i frequentatori della mensa, portando un soffio di gioia e vicinanza che sono gli obiettivi alla base del percorso intrapreso. Molto c’è ancora da fare; soprattutto è urgente intraprendere percorsi comuni fra parrocchie, associazioni, confraternite, per riuscire a raggiungere moltissime persone che, pur vivendo nell’assoluta necessità dei servizi offerti, non si reca (per diversi motivi) presso la struttura; è necessario uno sforzo comune fra la gente di buona volontà affinché si raggiungano i nostri fratelli nel bisogno. Casa della misericordia sta diventando un’esperienza di umanità per tutti. D’altro canto i dati che riguardano le diverse povertà di oggi sono preoccupanti, pertanto c’è da superare quel pregiudizio, quello stato di vergogna e di umiliazione che spinge a nascondersi; piuttosto bisogna lottare contro le difficoltà perché Casa della Misericordia non soddisfa solo un bisogno primario ma favorisce anche un percorso di re-inclusione sociale. Casa della misericordia è una realtà in forte crescita, un luogo dove trovare “volti amici” e dove è possibile “sporcarsi le mani” per rendere concreta la nostra fede.

Le porte della Casa della Misericordia sono spalancate alle idee che migliorano, alle opere che uniscono, alle mani che aiutano, alle orecchie che ascoltano, alle bocche che confortano, alle braccia che sorreggono, alle gambe che accompagnano.

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1^ Convegno Diocesano

1^ Convegno diocesano Caritas parrocchiali

Il 2 Febbraio 2019 si è tenuto il Primo Convegno Diocesano delle Caritas Parrocchiali sul tema “Ascolto, accompagnamento e opere segno”.

Un centinaio, tra volontari e responsabili dei servizi che offre la Caritas, insieme ai 20 ragazzi impiegati nel servizio civile, hanno partecipato all’iniziativa.

Relatori del Convegno tre rappresentanti dell’equipe Caritas di Firenze. Dopo i saluti del direttore della Caritas, don Giuseppe Bernalda, e del Vescovo Mons.

Claudio Maniago, è intervenuto il direttore della Caritas di Firenze sugli aspetti pastorali e pedagogici della Caritas; Marzio Mori , Caritas di Firenze, ha descritto i servizi attivi nella loro diocesi, l’organizzazione degli stessi, in particolare delle mense; Luca Orsoni ha presentato un progetto svoltosi a Firenze che ha visto come protagonisti i migranti, raccontandoci questa realtà e come vengono accolti.

Nel pomeriggio si sono svolti tre laboratori: le declinazioni della Carità, a cura di Alessandro Martini, sulla gestione delle Caritas Parrocchiali e dei Centri di Ascolto; Gestione e Organizzazione di una Mensa Caritas a cura di Marzio Mori e I giovani e la Caritas, a cura di Luca Orsoni.

Al termine dei laboratori c’è stata una condivisione e la celebrazione della S. Messa.

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Il presente è un dono

Il presente e’ un dono

L'esperienza del servizio civile

Dal 15 gennaio 2019 oltre 1194 volontari hanno intrapreso l’esperienza del Servizio Civile Universale presso circa 588 sedi ripartite sul territorio nazionale ed estero, i cui progetti vedono alcuni operatori impegnati in assistenza del disagio di adulti, minori, emarginati sociali, immigrati e profughi, e altri nel settore dell’educazione e promozione culturale.

Il processo di selezione, comprensivo di un primo corso propedeutico e di un successivo colloquio personale, ha permesso ai selettori una cernita tra tutti coloro che hanno scelto di aderire al Servizio Civile della durata di dodici mesi; la sfida per loro è quella di rendersi tanto cittadini consapevoli della situazione economica e sociale in cui versa il proprio Paese, attraverso la formazione, quanto operatori pronti a migliorarla, mediante il servizio.

Nel territorio della nostra Diocesi, a seguito della scrematura tra circa sessanta domande di ammissione ai progetti, siamo stati in venti ad essere selezionati (con età compresa tra i 18 e i 28 anni), e a scegliere di metterci al servizio della nostra comunità e delle persone meno fortunate, con il  talento e le capacità di ciascuno di noi. Nella fattispecie sono stati due i progetti proposti dalla Caritas diocesana: il primo, “Vieni non temere”, il cui servizio è incentrato sul potenziamento del Centro d’Ascolto e sull’implementazione dell’Osservatorio delle Povertà e Risorse, presso le sedi di Castellaneta, Laterza, Massafra e Mottola; il secondo, “Andiamo Oltre”, le cui attività mirano a garantire un “pasto” a chi ne ha bisogno, attraverso l’erogazione del servizio mensa presso la Casa della Misericordia di Castellaneta e della consegna di aiuti alimentari.

Il desiderio di uscire dagli schemi che incasellano la nostra quotidianità, misto alla volontà di metterci in gioco, è stato il mordente principale della nostra scelta, in cui sicuramente non mancano paure e perplessità su ciò che ci aspetta. Per superare tali paure non mancheranno incontri di formazione generale e specifica, curati da varie figure professionali, nonché dai nostri OLP (Operatori Locali di Progetto), volti ad educarci verso nuovi metodi di lavoro e di confronto, per dar vita a proposte giovani ed originali.

Nel Servizio Civile ci sembra di aver trovato una risposta concreta al bisogno di renderci utili agli altri e allo stesso tempo l’opportunità di sposare uno stile di vita nuovo, all’insegna della pienezza, della gratuità e del dono. Merito di questa occasione, a cui si può prendere parte solamente una volta nella vita, è di Sua Eccellenza Mons. Claudio Maniago, il quale l’ha fortemente desiderata e sostenuta sin da principio.

Forza, coraggio, impegno, determinazione, capacità, comprensione, responsabilità, dovere, lealtà, rispetto: questi sono per noi gli ingredienti per rendere vincente la ricetta del nostro anno di Servizio Civile.

I ragazzi del Servizio Civile

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