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GRADUATORIE PROVVISORIE – BANDO SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE 2019

La Caritas diocesana di Castellaneta rende pubbliche le graduatorie dei candidati per il progetto di Servizio Civile Universale – Bando 2019, “Vieni non Temere 2018 – Castellaneta”. Il risultato delle graduatorie è basato sul punteggio accumulato dai candidati nelle giornate di selezione avvenute lo scorso 11 e 15 novembre in Castellaneta.

Si rammenta che le graduatorie sono da considerarsi provvisorie, in attesa di approvazione da parte del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Di seguito in questa pagina, è possibile scaricare il file con i nominativi e i rispettivi punteggi degli idonei selezionati.

Prossimamente saranno date ulteriori informazioni relative all’inizio del servizio nelle varie sedi.

Allegato 1_GRADUATORIA BANDO SCU 2019 - PROGETTO VIENI NON TEMERE 2018-CASTELLANETA

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Presentazione Bando

SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE LE CONVOCAZIONI PER IL PERCORSO DI SELEZIONE

La Caritas diocesana di Castellaneta ha reso note le date per le selezioni del progetto SCU – “Vieni non temere 2018 - Castellaneta".

I candidati sono convocati secondo i calendari in allegato.

Gli incontri previsti per il percorso di selezione si terranno:

- Corso propedeutico presso Casa della Misericordia in via Taranto, 350 – Castellaneta (TA);

- Colloqui personali presso la sede operativa della Caritas Diocesana di Castellaneta in Via Mazzini 19 a Castellaneta (TA).

La presente pubblicazione ha valore di notifica, pertanto il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenta nel giorno su indicato senza giustificato motivo è escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura, così come stabilito dall’art. 6 del bando ordinario del 4 settembre 2019. 

Allegato 1_Caritas Castellaneta_Bando SCU 2019_calendario selezioni_corso Propedeutico

Allegato 2_Caritas Castellaneta_Bando SCU 2019_calendario selezioni_colloqui personali

 

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Presentazione Bando

PRESENTAZIONE PERCORSO DI SELEZIONE BANDO SERVIZIO CIVILE

Martedì 29 ottobre 2019, alle ore 9.30 presso Casa della Misericordia, la Caritas diocesana incontra tutti i giovani che hanno presentato domanda di partecipazione al Bando 2019 del Servizio Civile Universale nella Caritas diocesana di Castellaneta. 

L’obiettivo dell’incontro è di illustrare il percorso che porterà alla selezione di 16 volontari per il progetto “Vieni non temere 2018 - Castellaneta”, che anche quest’anno partirà presso le sedi di Castellaneta, Laterza, Massafra e Mottola. 

Sono invitati a partecipare tutti coloro che hanno presentato la domanda.

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Servizio Civile Bando

AL VIA IL BANDO DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE

Il 04 settembre 2019 il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile universale ha emanato un Bando nazionale volontari per la selezione di giovani da impiegare in progetti di servizio civile.

Per la Caritas diocesana di Castellaneta è possibile presentare domanda per il progetto denominato “Vieni non temere 2018 – Castellaneta”, per un totale di 16 posti, 4 per ogni Centro di Ascolto nelle sedi di Castellaneta, Laterza, Massafra e Mottola.

Si può presentare una sola domanda per una sola sede.

 

Per l’ammissione alla selezione è richiesto ai giovani il possesso dei seguenti requisiti:

  1. aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
  2. cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
  3. non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Possono presentare domanda coloro che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • Cittadino dell’Unione europea;
  • Familiare di cittadini dell’Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • Titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • Titolare di permesso di soggiorno per asilo;
  • Titolare di permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.

Il servizio civile presso la Caritas diocesana di Castellaneta ha durata di 12 mesi con 25 ore e 5 giorni di impegno settimanali. Ciascun operatore volontario selezionato sarà chiamato a sottoscrivere con il Dipartimento un contratto che fissa l’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio in € 439,50.

La domanda di partecipazione alle selezioni deve essere presentata esclusivamente nella modalità on line (attraverso la piattaforma DOL sotto descritta) entro e non oltre le ore 14:00 di giovedì 10 ottobre 2019.Oltre tale termine il sistema non consentirà la presentazione delle domande. Le domande trasmesse con modalità diverse non saranno prese in considerazione.

Per poter accedere alla piattaforma DOL, raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it, per la compilazione della domanda di partecipazione al Bando, i cittadini italiani residenti in Italia o all’estero e i cittadini di Paesi extra Unione Europea regolarmente soggiornanti in Italia devono dotarsi dello SPID(Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è lo SPID, quali servizi offre e come si richiede.

Invece, i cittadini appartenenti ad un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia o a Svizzera, Islanda, Norvegia e Liechtenstein, che ancora non possono disporre dello SPID, e i cittadini di Paesi extra Unione Europea in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, possono accedere ai servizi della piattaforma DOL previa richiesta di apposite credenziali al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.

Ogni informazione può essere richiesta presso gli Uffici Caritas a Castellaneta in via Maria Immacolata 4 - dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle 12,00 oppure via Mazzini 19 dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle 18,00.

Per ulteriori informazioni è possibile:

- consultare i siti diocesani: www.caritascastellaneta.it- www.diocesicastellaneta.net

- consultare i siti istituzionali: www.caritas.itwww.scelgoilserviziocivile.gov.it

- contattare gli uffici della Caritas Diocesana: 099 844 14 21 – 099 849 16 05.

Allegati:

1 Bando_ordinario_SCU 2019

2 Progetto_Vieni non temere 2018-Castellaneta

3 Allegato_A_scheda_progetto Vieni non temere-Castellaneta

4 Guida pratica alla compilazione della domanda di partecipazione

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Giocando imparo

Giocando imparo….a Casa della Misericordia

Come in ogni casa, anche a Casa della Misericordia c’è uno spazio dedicato ai più piccoli. Adiacente alla mensa c’è l’Officina Giovani che dal 17 giugno ospiterà dei laboratori estivi per bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni. L’obiettivo è offrire opportunità di aggregazione e di socializzazione nel periodo estivo svolgendo attività in un contesto di agio e di stimolo educativo, finalizzate a promuovere il benessere dei ragazzi e a valorizzarne le competenze. Le attività, proposte da un’equipe di educatori e professionisti specializzati, vanno dai giochi didattici ai laboratori artistici, dai percorsi di educazione ambientale a quelli di educazione sportiva e alimentare, favorendo un recupero didattico e una propensione allo studio. Nello specifico ci saranno laboratori d’inglese, laboratori manuali, laboratori di arte e musica, giochi di logica e matematica, scrittura creativa, lettura all’aria aperta e giochi sportivi.

Attività interculturali saranno al centro del nostro interesse, per portare i ragazzi ad affrontare la paura delle differenze, per combattere pregiudizi e stereotipi. I laboratori sono a numero limitato e gratuito e ciascun bambino dovrà scegliere il periodo in cui intende partecipare. La selezione sarà fatta sulla base della dichiarazione ISEE con la possibilità di includere anche chi ha un reddito superiore ai requisiti prestabiliti.

Inoltre,Officina Giovanisi propone come luogo di ritrovo, di ascolto e di supporto per i giovani, le loro idee e necessità, soprattutto per le attività legate al tempo libero, in cui i ragazzi, insieme agli educatori, possono proporre e raccogliere idee, suggerimenti, per progettare il loro futuro.

Il calendario dei laboratori sarà il seguente:

- dal 18 giugno al 25 luglio (ogni martedì e giovedì dalle 16:00 alle 18:00)

- dal 19 agosto al 6 settembre (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle12:00).

Ai laboratori ci si potrà iscrivere entro il 10 giugno 2019 recandosi presso gli uffici Caritas di via Mazzini, 17 a Castellaneta.

Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri 348.9385803 – 0998491605.

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A SCUOLA DI CARITAS

A SCUOLA DI CARITAS

È stato un vero e proprio viaggio tra i banchi di scuola quello che hanno fatto vivere due volontari diocesani della Caritas alle classi quinte della scuola primaria dell I.C. “ Marconi” di Palagianello. Nei mesi scorsi, grazie alla sensibilità dell’insegnante di religione cattolica Antonella Lippolis, i bambini sono venuti a conoscenza delle opere di Carità che la Chiesa Diocesana, guidata dal Vescovo Claudio, realizza nell’estremo Sud dell’India. In occasione della visita in India del Vescovo, nel febbraio scorso, gli alunni avevano raccolto del materiale scolastico e realizzato delle cartoline che sono state donate ai bambini dell’orfanotrofio di Vellore (Tamil Nadu). Di ritorno dall’India, Rocco e Rosa hanno raccontato la loro esperienza attraverso video e foto affinchè la vicinanza ai lontani, ai diversi, agli ultimi diventi una presa in carico collettiva, anziché relegata ai soli “addetti ai lavori”. Ricchi e interessanti le riflessioni e i quesiti posti dai bambini: l’essersi interessati della vita, della quotidianità di chi vive dall’altra parte del mondo e la scoperta della ricchezza della diversità sono stati gli elementi che hanno caratterizzato questo incontro. I bambini hanno anche conosciuto e ricevuto una copia del periodico diocesano “Adesso”.  Grazie alla loro curiosità è stato possibile anche riflettere sui conflitti che ci sono tra India e Pakistan e scoprire che il poco di tutti può fare grandi cose.  Quindi con grande entusiasmo si sono proposti per raccogliere abiti da donare alla caritas e per ritornare a fare visita a Casa della Misericordia, realtà che molti di loro già conoscono.

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6^ Giornata Regionale dei Giovani Volontari delle Chiese di Puglia

6^ Giornata Regionale dei Giovani Volontari delle Chiese di Puglia

“Mons. ROMERO martire del nostro tempo e padre dei poveri ”

La Delegazione regionale delle Caritas di Puglia, in collaborazione con il Nucleo Regionale per l’educazione dei giovani alla solidarietà, organizza, per il 6° anno consecutivo, una giornata di condivisione per ricordare la figura di Mons. Oscar Romero, vescovo di San Salvador e testimone di Pace, proclamato santo da papa Francesco il 14 ottobre 2018.

Quest’anno, in occasione del 25° anniversario della sua morte, le Caritas diocesane di Puglia si ritroveranno a Conversano il prossimo 19 maggio, presso il seminario vescovile.

La finalità principale della giornata, è quella di proporre ai giovani uno stile di vita centrato sulla nonviolenza sulle orme di mons. Romero.Ha donato la sua vita per i poveri salvadoregni prendendone le difese durante un periodo di violenze, di ingiustizie e di soprusi da parte di un governo dispotico. Per questo il titolo della manifestazione è “Mons. Romero martire del nostro tempo, padre dei poveri”.

I destinatari privilegiati della giornata saranno i giovani che operano a vario titolo nelle Caritas diocesane e parrocchiali: volontari in servizio civile, volontari dell’AVS, giovani impegnati in diverse attività pastorali e sociali.

Ad aiutare i giovani in questa riflessione sarà il professor Anselmo Palini, docente di materie letterarie e autore del libro “Ho udito il grido del mio popolo”.

I giovani poi si confronteranno attivamente in laboratori su azioni concrete di nonviolenza condotti da volontari e operatori di Pax Christi, Mosaico di Pace e animatori della Caritas diocesana di Conversano – Monopoli.

Nel pomeriggio, i giovani vivranno un momento di condivisione e di gioia animati dal gruppo musicale “One Passion” composto da seminaristi provenienti dal Pontificio Seminario Regionale Pugliese “Pio XI”.

La giornata si concluderà con la celebrazione eucaristica in cattedrale presieduta dal vescovo della diocesi di Conversano – Monopoli Mons. Giuseppe Favale.

 

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Omelia Ministero Pastorale

Omelia nella Celebrazione per l’inizio del ministero pastorale

Carissimi fratelli e sorelle,

la Provvidenza ha voluto che questo nostro primo incontro si realizzasse nella festa dell'Esaltazione della Santa Croce, festa nata certo intorno a fatti riguardanti la preziosa reliquia della S. Croce, ma soprattutto perché la Chiesa riconosce e venera nella Croce il segno e lo strumento della nostra salvezza. E' tale il desiderio di salvezza, la liberazione dal male e dal peccato, che la Chiesa non può staccare lo sguardo da Gesù Crocifisso. La Croce di Cristo é motivo di gloria per il credente, di speranza, di vita: da essa viene la nostra salvezza e la nostra liberazione. Per questo abbiamo pregato nella colletta: "o Dio, che hai rivelato il mistero della tua sapienza nella follia della Croce, donaci di riconoscere nella passione, la gloria del Figlio tuo, perché la sua croce sia sempre per noi fonte di speranza e di pace".

La Parola di Dio ci aiuta a contemplare questo mistero della nostra fede.

Nella prima lettura il popolo, punito da Dio perché rifiutava di procedere nel suo cammino verso la terra promessa, trova la guarigione dai morsi dei serpenti brucianti, guardando un serpente di bronzo sopra un'asta. Il simbolo pagano del dio guerriero si trasforma in un simbolo sacro, capace di suscitare la conversione e di provocare il popolo a un sincero ritorno a Dio e alla sua Alleanza. Dio libera il suo popolo e così dimostra di essere l'unico vero Dio. La Chiesa ci invita a considerare questo serpente di bronzo un'icona della Croce di Cristo che rimanda e annuncia il più grande evento della storia dell'uomo: Gesù morto e risorto capace di liberarci da ogni male.

La seconda lettura invita i discepoli del Signore non solo a contemplare ma a prendere su di sé la Croce di Cristo: come Lui si è abbassato facendosi obbediente, così anche essi non devono "far nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ognuno con tutta umiltà consideri gli altri superiori a se stesso". E come Cristo non ha cercato il suo ma il nostro bene, così ognuno dei discepoli "non cerchi il proprio interesse, ma anche quello degli altri". La Croce diventa allora una autentica scuola e un programma di vita. Ma di più. Contemplando il mistero della Croce così come ci invita a fare lo stesso Gesù nelle parole con cui nel brano ascoltato si rivolge a Nicodemo, non solo incontriamo Lui, unica sorgente alla quale possiamo attingere l'acqua che zampilla per la vita eterna (cf Gv 4,14) ma, risalendo dal dono al donatore, cioè da Gesù al Padre, il Maestro invita i suoi discepoli a una maggiore comprensione dell'opera della salvezza. Infatti all'origine di tutto sta l'iniziativa d'amore del Padre: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito .... Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui". E tutto questo per un solo scopo: perché chiunque crede in Lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna".

Carissimi fratelli e sorelle, da oggi il Signore mi manda in mezzo a voi per annunciarvi la Croce gloriosa di Cristo e nutrire la vostra speranza; per esortarvi ad abbracciare la Croce gloriosa di Cristo e godere della gioia dell'incontro con la sua misericordia; per contemplare con voi la Croce gloriosa di Cristo che illumina il cammino della nostra Chiesa di Castellaneta e la spinge a essere una comunità in uscita "per annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura" (EG 23). La Croce gloriosa di Cristo ci plasma a essere una Chiesa che sa "andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi", che "vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia", che "si mette mediante opere e gesti nella vita quotidiana degli altri, accorcia le distanze, si abbassa fino all'umiliazione se è necessario, e assume la vita umana toccando la carne sofferente di Cristo nel popolo", una Chiesa che sa far festa evangelizzando e evangelizzandosi" con la bellezza della liturgia, la quale è ... fonte di un rinnovato impulso a donarsi (cf EG 24).

Mi impegnerò proprio confidando nella forza della Croce gloriosa di Cristo, a vivere con voi e per voi secondo quanto il Santo Padre, Papa Francesco, ha chiesto ai vescovi.

Accogliendo tutti con magnanimità e con la porta del cuore sempre aperta; camminando davanti a voi, in mezzo a voi e dietro a voi, per condividere la vostra vita, gioie e speranze, difficoltà e sofferenze. Camminando prima di tutto con voi cari sacerdoti a cui va la mia prima e affettuosa attenzione che vi chiedo di ricambiare con fraternità e disponibilità consapevoli dell'unica missione, dell'unica passione che ci accomuna: il servizio del popolo di Dio. Camminando insieme con tutti voi religiosi e religiose, fratelli e sorelle, con una presenza che ci permetta di arrivare anche nelle periferie esistenziali dove c'è maggio sofferenza, solitudine e degrado. E penso con una attenzione particolare a giovani e famiglie, cuore vitale della Chiesa e della società, troppo spesso vittime dalle’ crisi economiche, politiche e morali. Vivrò in mezzo a voi cercando di ascoltare tutti con rispetto e senza discriminazioni, personalmente e attraverso gli organismi di partecipazione, consapevole che "l'obiettivo di questi processi partecipativi non sarà principalmente l'organizzazione ecclesiale, bensì il sogno missionario di arrivare a tutti" (EG 31). E sarà per me anche l'occasione per conoscere a fondo la cultura, le usanze, i costumi di questo territorio e soprattutto la ricchezza di una santità presente.

I Vescovi pugliesi in una nota pastorale del 2012 affermano che di solito "la Puglia viene descritta con due metafore : il ponte e l'arcobaleno. La figura dell'arcobaleno sottolinea l'identità plurale di questa regione, un'identità che traspare perfino dal suo nome declinabile al singolare (Puglia) o al plurale (Puglie). Ciò vuol dire la diversità dei colori che formano un solo fascio di luce; e la diversità dei territori, delle tradizioni culturali e linguistiche si fondono in un comune senso di appartenenza. L'immagine dell'arcobaleno inoltre, si riferisce alla capacità della gente pugliese di aprirsi alla speranza anche quando sopraggiungono situazioni di grandi difficoltà e di gravi problemi sociali ed economici. L'immagine del ponte, iscritta nella sua conformazione geografica e nella sua storia, indica la sua collocazione tra nord e sud, tra est ed ovest e richiama la sua naturale vocazione a proporsi come terra di approdo e di passaggio, di confine e di frontiera" (CEP, Cristiani nel mondo testimoni di speranza, 2012).

Un abitante di Castellaneta intervistato in questi giorni, alla domanda: cosa chiederebbe al nuovo Vescovo? Ha risposto più o meno che gli augura di fare qualcosa di bello.

Accolgo l'augurio assicurando che nel nome del Signore, con l'intercessione materna di Maria e con il sostegno di S. Nicola e di S. Francesco da Paola, mi spenderò per far più splendente e bello l'arcobaleno di questa terra con un impegno a servizio della comunione e per consolidare e costruire ponti che facciano crescere la Chiesa di Castellaneta nella testimonianza di Cristo e della vita nuova del Vangelo.

S.E.R. Mons. Claudio Maniago

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Quaresima di Carità

Quaresima di Carità: a sostegno delle vittime di usura, azzardo e ludopatie

Per troppo tempo l'Usura non è stata percepita come un pericolo sociale

Quaresima di Carità è la proposta della Caritas Diocesana di Castellaneta per il tempo quaresimale. Alle comunità parrocchiali viene proposto di vivere nella generosità il tempo penitenziale che ci prepara alla Pasqua chiedendoci la conversione del cuore verso Dio e verso i fratelli.

Quest’anno dedicheremo il periodo forte quaresimale al tema del contrasto all’Usura, all’Azzardo e alle Ludopatie. Le collette raccolte serviranno a potenziare gli interventi attivati in Diocesi e collegati con la Fondazione Antiusura SS. Medici e San Nicola di Bari.

Per troppo tempo l’Usura non è stata percepita come un pericolo sociale. Questo atteggiamento risale al tempo in cui l’usura era esercitata dal “cravattaro” di quartiere, che svolgeva la propria attività in un ambito ristretto. Negli ultimi anni, però, a questa tradizionale attività si è affiancata quella di organizzazioni che, agendo attraverso cosiddetti “indispensabili” (commercianti, commercialisti, professionisti) concedono prestiti sia ai singoli e alle famiglie, sia a tante piccole e piccolissime aziende in difficoltà finanziarie.

La maggior parte dei casi di usura continua a rimanere sommersa perché le caratteristiche di questa pratica sono la solitudine, l’isolamento, la riservatezza, la non condivisione del problema vissuti da chi ne cade vittima. Questo fenomeno si spiega non tanto con la “paura” di chi subisce l’usura (l’esperienza dimostra che chi ha deciso di denunciare l’usuraio, solo molto raramente ha subito conseguenze per la propria sicurezza personale): quando violenza c’è stata, si è avuta quasi sempre all’interno del rapporto d’usura.

In realtà, ciò che pesa in modo decisivo sul rapporto fra usurato e usuraio è la convinzione della vittima di non avere comunque alternative alla propria situazione: solo l’usuraio, al momento del bisogno, lo ha “aiutato”; e anche se man mano gli toglie il patrimonio e la serenità, l’usuraio può, comunque, “dargli” ancora qualcosa. Magari ulteriore denaro, in cambio dell’ennesimo assegno che nessun altro più accetta. Si innesca così una spirale perversa che soltanto la vittima può spezzare, denunciando l’usuraio. In questo modo l’usurato riacquista la propria indipendenza. E ricomincia a vivere.

Infine, c’è la nuova frontiera dell’usura, quella gestita dalla criminalità organizzata, che utilizza il prestito usurario per riciclare il denaro ed estendere il proprio controllo sul tessuto economico. Sebbene recente e limitato ad alcune aree del Paese, si tratta, tuttavia, di un fenomeno particolarmente significativo, perché le sue conseguenze mettono ancora di più in pericolo la possibilità di sviluppo e di benessere di una vasta comunità. Collegato con l’usura è il gioco d’azzardo, soprattutto nell’ultimo lustro.

L’azzardo e la Ludopatia sono le delle principali cause di sovrindebitamento anche a usura delle famiglie italiane. La maggior parte delle persone indebitate che si rivolge alla Fondazione Antiusura di Bari è affetto da azzardopatia. Il 2017 è stato l’anno dei record, il consumo di azzardo degli italiani ha superato i 101 miliardi. Le famiglie indebitate con banche e finanziarie ammontano a due milioni. L’azzardo è una fonte di guadagno, una via di fuga dalla realtà e da problematiche concernenti licenziamenti, fallimenti aziendali.

«L’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune. Essa indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese. Infatti, con tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte nessun Paese può programmare una seria ripresa economica né tanto meno sentirsi al sicuro» Papa Francesco.

La Diocesi di Castellaneta ha un accordo di partenariato con la Fondazione Antiusura SS. Medici e San Nicola di Bari; detto accordo si sviluppa su tre percorsi:

  • Un Fondo di garanzia costituito presso la fondazione, integrato con versamenti annuali, a garanzia di prestiti chirografari per singoli e famiglie della diocesi a rischio usura;
  • Un punto di Ascolto diocesano che valuta i casi e li invia in Fondazione per i percorsi di uscita dal rischio usura;

Accompagnamento nelle pratiche bancarie e/o finanziarie da attivare per fronteggiare i casi di singoli e famiglie a rischio usura.

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Giornata Mondiale dei Poveri 2018

II Giornata Mondiale dei Poveri 18 novembre 2018

“Questo povero grida e il Signore lo ascolta” Sal 34,7

Il 18 Novembre 2018 abbiamo celebrato la II Giornata Mondiale dei Poveri che ha avuto come tema il versetto 7 del Salmo 34 “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Ci permettiamo di condividere un piccolo spunto di riflessione affinché possa, questa giornata, orientare le nostre scelte. La frase del salmo rischia di essere fraintesa come una sorta di confinamento della questione della povertà nello spiritualismo, minimizzando il nostro senso di responsabilità sociale. Al contrario, l’attenzione di Dio verso il grido del povero, punta all’opposto: ci incoraggia a somigliare a Dio nell’essere in ascolto del grido dei nostri fratelli. Il discepolato cui siamo chiamati ci chiede di guardare al Padre che si è chinato sulla nostra povertà per esaudirci; di seguire le orme del Figlio che ci ha resi fratelli, senza distinzione di meriti, di doni, di ricchezze o povertà; di lasciarci condurre dallo Spirito per discernere il modo di fare fraternità. Lasciandoci dunque provocare dalle parole di Papa Francesco, la provocazione è quella di vivere in maniera semplice e decisa accanto al fratello che soffre, che sia solo un segno maggiormente visibile dello stile di vita ordinario che vogliamo scegliere come Comunità. Il Papa ci esorta ad ascoltare con attenzione prima di fare proposte, seppur belle e buone! Allora forse una prima iniziativa che vorremmo scaturisse da questa giornata sarebbe quella di metterci innanzitutto in ascolto del messaggio. Gli operatori Caritas delle nostre parrocchie potrebbero farsi promotori di un incontro comunitario per leggere e riflettere insieme sul messaggio. L’ascolto prevede anche un tempo di maggiore lettura del territorio: esistono povertà di cui finora non abbiamo ascoltato il grido? Ci sono poi piccole ma costanti risposte che possiamo dare e mantenere nel tempo? Riusciamo ad attivare piccoli processi di nuova animazione del territorio? Riusciamo a diventare tutti corresponsabili nella nostra comunità? Il salmo parla di QUESTO povero! Non i poveri in generale, non una categoria! NOI siamo la persona povera con la quale Dio stabilisce una relazione personale e ci invita a fare altrettanto con una, due persone da individuare: forse ci sono anziani soli da visitare; forse ci sono minori che necessitano di un sostegno nello svolgimento delle attività scolastiche; forse ci sono famiglie che vivono la solitudine a causa di una malattia cronica di uno dei suoi membri. Forse Casa della Misericordia ha bisogno del nostro tempo o del nostro coinvolgimento.

Nella prima giornata mondiale dei Poveri il Santo Padre ci esortò: «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Ecco, i fatti sono ciò che ci caratterizza come comunità. Concetto di quella Chiesa come Ospedale da Campo (Papa Francesco al Convegno Ecclesiale di Firenze) ribadito dal nostro Pastore che ci esorta a tenere a mente che […] Divenire cristiani quindi è certo rivestire una nuova dignità, ma al tempo stesso essere chiamati ad essere strumenti attraverso cui il Signore continua a operare la sua salvezza per gli altri e a costruire un mondo nuovo. Questo vuol dire concretamente che abbiamo una responsabilità verso le persone che il Signore ci mette vicino e verso la società in cui viviamo, abbiamo un dovere da cui non possiamo sottrarci. La nostra famiglia, la nostra comunità, il nostro paese hanno bisogno della speranzache solo il Signore può dare e che noi abbiamo il dovere di testimoniare. (Omelia Messa Crismale 1/04/2015).

Avviare processi di prossimità, direbbe ancora il Santo Padre. Una Chiesa in uscita è tanto più credibile ed efficace quanto più è unita e al passo con chi è indietro, con chi è in difficoltà, con chi è caduto, con chi inciampa. Teniamo fisso lo sguardo sull’essenziale e facciamo tutti i passi necessari verso il fratello arrabbiato, verso il parente con cui abbiamo litigato, verso il collega scontroso, verso il professore che non mi capisce, verso l’amico offeso, verso il “nemico”…muoviamoci!!!

Qualche proposta concreta per ricordare la Giornata. Sarebbe bello organizzare un momento di preghiera specifico nel tempo forte dell’Avvento, oppure scegliere un segno per caratterizzare la Celebrazione Eucaristica della Domenica di Fraternità.

Il nostro Vescovo ci invita ad “Andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. […] Perché la Chiesa riconosce e venera nella Croce e nella sofferenza il segno e lo strumento della nostra salvezza.” (Omelia del 14/09/2014).

Vivendo nell’umanità senza pregiudizi ci accorgiamo che Gesù ci aspetta oltre ogni recinto.

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